crisi di impresa caso studio - rinvio delle scadenze

Meglio del previsto

Rinviare le scadenze per evitare la denuncia pubblica danneggia immagine aziendale e fiducia dei clienti.

L’impresa ALFA versava in una pesante situazione patrimoniale con una situazione di cassa insostenibile e un ammontare di debiti che superava i venti milioni di €. I creditori avevano già superato la fase dei solleciti e piovevano i decreti ingiuntivi con relative iscrizioni ipotecarie. Ancora poco e la situazione sarebbe stata irrecuperabile. L’imprenditore era estremamente restio a adottare un qualunque strumento di risanamento per la pubblicità negativa che ne sarebbe derivata nell’ambiente sociale in cui operava e soprattutto nei confronti dei clienti con i quali stava ultimando una serie di forniture ultrannuali.

Nella crisi d’impresa la tempestività è un elemento essenziale perché offre maggiori gradi di libertà. In quel caso il tempo era quasi scaduto per cui si è reso necessario intervenire con un concordato preventivo prenotativo. A quel punto si sono ottenuti i seguenti effetti:

  • si sono bloccate tutte le procedure esecutive per cui si è posto un alt ai creditori;
  • si è acquistato tempo vale a dire i mesi concessi dal tribunale per formulare il piano concordatario.

Naturalmente il gelo è sceso su clienti e ambiente ma era una conseguenza non eliminabile in quel frangente di emergenza.

Si è fatto ordine nelle pretese creditorie (compreso il fisco beneficiando di dilazioni e agevolazioni); si è verificato l’attivo disponibile; si sono raggiunti accordi onorevoli con creditori, banche, clienti e soci. Alla scadenza del termine fissato dal tribunale la situazione era risanata per cui è stato possibile evitare di dar corso al concordato preventivo. Oggi lo stesso imprenditore continua ad avere rapporti sereni con i medesimi clienti e fornitori.

Hai bisogno di una consulenza?